Il settore immobiliare intercetta la ripresa economica

Articolo a cura del giornalista professionista Francesco Fravolini

La crescita economica italiana si conferma in maniera costante registrando valori positivi sopra le aspettative; purtroppo non siamo di fronte a una ripresa in grado di coinvolgere anche altri asset economici del Paese. «L’Italia torna a essere protagonista sui mercati dell’economia globale – commenta Alberto Goldstein, Chief Economist di Nomisma – a seguito della stima preliminare sul prodotto interno lordo registrata dall’Istat: +0,5% nel terzo trimestre, +1,8% sull’anno. Che il recupero si stia consolidando si capiva da tempo e questo scenario conferma le attese degli analisti e della autorità. Grazie agli ultimi governi e alla continuità dell’azione del ministro dell’Economia, l’Italia sta progressivamente colmando il gap di crescita rispetto al resto d’Europa. C’è però ancora molto da fare per recuperare le perdite e soprattutto allontanare i rischi di una ricaduta».
Luca Dondi, economista con esperienza nella valutazione di progetti di investimento, con particolare riferimento al settore immobiliare ed infrastrutturale, è nello staff del Centro Studi Nomisma dal 1998. Dal 2008 al 2011 è stato responsabile dell’Unità organizzativa “Servizi di Analisi e Valutazioni Immobiliari”, coordinando le attività finalizzate alla valutazione, al monitoraggio ed alla misurazione di rischiosità degli investimenti. Dal 2011 ha ricoperto il ruolo di Responsabile dell’area Sistemi Immobiliari e Strategie Urbane, di cui è tuttora Responsabile Scientifico. A Luca Dondi chiediamo di spiegare in che modo la crescita economica può influenzare il settore immobiliare, intercettando quella ripresa a beneficio degli asset del comparto.

Il settore immobiliare in che modo beneficia della crescita economica?

Nel momento attuale il settore immobiliare sta intercettando un miglioramento già anticipato nell’incremento degli indicatori di fiducia: l’interesse per l’acquisto immobiliare, la maggiore domanda per le abitazioni, un’inflazione di tendenza del mercato. Possiamo affermare che la ripresa economica del settore delle abitazioni è caratterizzata principalmente dagli indicatori macro economici, dal miglioramento del prodotto interno lordo, dall’aumento dei posti di lavoro, dal ripristino di una quota di risparmio delle famiglie.

Come giudica questo andamento dell’economia italiana rispetto agli altri paesi europei?

L’Italia resta nelle posizioni di retroguardia come crescita complessiva nonostante sia presente una ripresa economica. Rispetto agli altri paesi europei rimane ancora molto indietro nei confronti di altre nazioni, le quali stanno guidando questo momento favorevole dell’economia con una forte determinazione.

Quali azioni possono essere messe in campo per agevolare l’immobiliare?

Servono coraggiose correzioni sul fronte fiscale. Soltanto una riduzione dell’imposizione può rendere più semplice e più vantaggioso l’acquisto di un’abitazione. Il tema della fiscalità riguarda più in generale il ripensamento delle funzioni e di un adeguamento dei valori di alcuni asset di mercato.

Che ruolo svolge il risparmio energetico relativo alle nuove costruzioni?

È un elemento che caratterizza in maniera incisiva il mercato delle nuove abitazioni. C’è un processo di adeguamento e di rinnovamento che sta coinvolgendo anche l’Italia. Si registra un ritardo anche su questo settore rispetto all’estero ed è un elemento che sta connotando il mercato. Il nostro paese ha un partimonio particolarmente obsoleto, pertanto sarà necessario un processo di adeguamento abbastanza lungo. È ormai del tutto evidente che la prestazione energetica sia diventata un fattore fondamentale nelle nuove costruzioni.

L’immobiliare come si proietta nel XXI secolo quale asset di investimento?

Bisogna distinguere tra le famiglie e gli investitori istituzionali. Per le famiglie c’è qualche ritrosia maggiore rispetto al passato perché è una classica conseguenza della crisi. Credo che sia soltanto una questione di tempo. Per gli investitori istituzionali registriamo un significativo interesse anche se è molto circoscritto dal punto di vista tipologico e territoriale. La grande sfida del XXI secolo è quella di favorire un ampliamento di questo interesse e di maturare una diversificazione al fine di allargare il mercato.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*