Locale commerciale

E’ perfettamente possibile trasformare un locale commerciale in un’abitazione. Tuttavia, si tratta di un processo che deve tenere conto di una serie di questioni giuridiche.

Conosceremo gli aspetti più importanti quando si vuole trasformare un locale commerciale in una casa.

Quali procedimenti sono necessari?

Ci sono molte ragioni per cui si può prendere in considerazione la possibilità di trasformare un locale commerciale in una casa. Dall’abilitare una casa in una zona dove può essere difficile trovarla, a ragioni puramente economiche. In ogni caso, e qualunque sia il motivo, tutte le opzioni passano attraverso una serie di procedure amministrative e tecniche.

Va tenuto presente che alcune di queste procedure possono variare a seconda dell’ubicazione geografica.

In primo luogo, questo processo comporterebbe la richiesta di un permesso di costruzione che preveda l’adattamento dello spazio e delle strutture al nuovo uso a cui sarà adibito. Questa licenza deve essere richiesta in tutti i casi, anche quando il lavoro è semplice. Ciò è dovuto al fatto che lo scopo dell’opera è quello di cambiare l’utilità dello spazio, e quindi la licenza è obbligatoria.

Con la licenza ottenuta, deve essere fatta una dichiarazione di modifica catastale. Questo fa sì che il catasto modifichi l’oggetto d’uso del locale, riconoscendolo direttamente come alloggio.

Nell’ultima fase, deve essere richiesta la prima licenza di occupazione. Si tratta di una licenza comunale, che deve essere richiesta nel municipio e per la quale è necessario presentare sia la dichiarazione di cambiamento di destinazione d’uso catastale che il certificato finale di costruzione.

Condizioni per il passaggio da locale ad alloggio

Oltre alle formalità amministrative, occorre tener conto di una serie di condizioni senza le quali questo lavoro non può essere intrapreso.

Pertanto, anche prima di qualsiasi passo amministrativo, esistono  una serie di questioni su cui dobbiamo essere consapevoli: caratteristiche del locale, superficie, la normativa vigente e il tipo di casa che vogliamo realizzare. Va tenuto presente che non tutti i locali sono destinati a questo scopo.

Continuando con l’esempio precedente vedremo alcune di queste condizioni base.

In primo luogo, si richiede che i locali, per essere trasformati in abitazione, abbiano più di 38 m² utili. E’ possibile trasformare il locale in uno studio con meno metri, in particolare se i locali hanno una superficie compresa tra i 25 e i 37 m². L’uso residenziale dei locali non è possibile al di sotto dei 25 m².

Nel resto delle sezioni relative alle misure ci possono essere alcune differenze a seconda della norma zonale. Ad esempio, per quanto riguarda la lunghezza, la raccomandazione è che non deve superare i 12 metri. Allo stesso modo, la facciata deve avere più di 3 metri all’esterno e 2,70 metri all’interno. Le altezze possono variare, ma l’altezza libera deve essere di almeno 2,50 metri in non meno del 75% della superficie dell’abitazione. Nel resto della casa questa altezza non dovrebbe essere inferiore a 2,20 metri.

Infine, e tenendo presente che molti locali sono dotati di soppalchi, occorre tener presente che di solito questi non sono ammessi.

D’altro canto, devono esserci alcuni elementi all’interno dell’abitazione. Questi elementi sono il bagno, la camera da letto, la cucina e la sala da pranzo. Nel caso di uno studio, ricordiamo che con meno metri quadrati, il bagno deve essere indipendente, ma il resto delle stanze può essere raggruppato in una stanza singola che contiene la sala da pranzo, la cucina e la camera da letto.

Gli impianti, che devono rispettare le normative vigenti, comprendono impianti di aspirazione fumi per la cucina, oltre a richiedere la ventilazione, l’8% della superficie, e la luce naturale, il 12% della superficie.

Il processo per trasformare un locale in abitazione

Dopo aver compiuto i passi precedenti dobbiamo richiedere il permesso di costruzione, per il quale chiederemo un visto per progetti tecnici. Qui si dovrà assumere il pagamento di tasse e imposte comunali, in aggiunta in alcuni casi anche alcune garanzie nel concetto di gestione dei rifiuti.

In seguito, la decisione ci viene comunicata e, se è positiva, il lavoro può essere svolto. Una volta terminato possiamo ottenere il certificato finale di lavoro con il quale effettuiamo la modifica del catasto e ottenere la licenza di prima occupazione. Questa prima licenza di occupazione è importante in quanto è fondamentale poter richiedere forniture come l’elettricità o l’acqua.